Con il candidato sindaco del centrosinistra Jamil Sadegholvaad (foto G.Salvatori), continua il nostro ‘sondaggio’ con i rappresentanti politici che il 3 e 4 ottobre 2021 concorreranno alla carica di primo cittadino nel Comune di Rimini. A tutti sono state rivolte sei identiche domande su temi cari a Città a 4 Zampe: ambiente, territorio, animali di affezione e selvatici. Buona lettura.


Quali sono i programmi su ambiente e animali?

Prima di tutto vorrei affrontare la questione da un versante inedito: qui non si tratta più di parlare di un
programma amministrativo per gli animali, uno per l’ambiente, uno per l’urbanistica eccetera. Il senso di
una città moderna, così come almeno intendo io, è quello di un benessere complessivo di comunità. 
Significa che tutti coloro che ci vivono devono potere contare – come un vero e proprio diritto – su un
ambiente in cui la sintonia tra natura e storia del luogo sia armonico rispetto alla ricchezza dei servizi, delle
opportunità e della loro diffusione sul territorio.  Credo il lavoro di cambiamento fatto in questi anni a Rimini porti dritto al nuovo orizzonte che è quello di un ‘green new deal’, o meglio, l’ambiente come casa comune richiamato da Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Sì. 

Le città devono rinascere intorno a questo, che prima di tutto è il senso di un cammino comune
nell’abitazione dove viviamo tutti. Persone e animali. Nel programma amministrativo con cui mi presento
alla città di Rimini, il tema ambientale non è una delega assessorile, ma un metodo e allo stesso tempo un
obiettivo che attraversa ogni settore dell’attività amministrativa. Chi vive a Rimini deve stare bene, sia con il cuore, che con il cervello. Solo affermando questo principio- che va concretizzato attraverso azioni, iniziative, progetti caratterizzati da alta qualità e innovazione- ognuno può ricercare quotidianamente quell’armonia e quella capacità di relazione con gli altri, e gli altri sono anche gli animali, che ci arricchisce e ci rende migliori. 

Se diventasse sindaco di Rimini cosa vorrebbe realizzare nei primi 100 giorni di governo della città a favore dell’ambiente e di coloro che ci abitano, quindi gli animali in primis?

Voglio ribadire che da subito intendo impostare un metodo di lavoro ancora più integrato e organico su
ogni progetto che dai diversi settori esce dal Comune, nella direzione appunto di elevare la qualità di vita
complessiva della città. Negli ultimi 10 anni abbiamo già prodotto uno sforzo straordinario in tal senso- penso al sistema fognario, alla riqualificazione urbana, alla realizzazione del nuovo sistema museale, a una urbanistica meno orientata alla quantità e più alla qualità- ma chiaramente tale spinta va riprodotta e in alcune parti aggiornata,
soprattutto alla luce di quello stravolgimento delle nostre vite che è veicolato da una inedita pandemia
mondiale. 

Per quanto riguarda gli animali, io credo urgente chiudere la partita amministrativa relativa alla costruzione
del nuovo canile e gattile negli spazi ora inutilizzati e da bonificare della ex polveriera. Purtroppo un incrocio di competenze e veti tra livello regionale, provinciale e comunale ha prodotto una stasi, nonostante già nel 2020 il Comune di Rimini avesse messo a bilancio le risorse economiche (2 milioni di euro) per avere una opera che ritengo necessaria, non solo per chi ama gli animali ma appunto verso la prospettiva generale di accrescere la qualità di un contesto ambientale in cui tutti viviamo. 

Insieme a questo vorrei rapidamente procedere alla sistemazione dei parchi esistenti, dotandole di
strutture dedicate e moderne. Vorrei abbattere steccati e recinti prima di tutto ideologici: per quello che
vedo io nel mondo, non solo è possibile, ma è doveroso arrivare a spazi verdi nelle città in cui il bambino
che gioca e un cane possano convivere senza alcun problema.

Pensa di poter considerare cani e gatti, gli animali domestici, ma anche quelli selvatici, che abitano nella nostra città, destinatari di diritti maggiori di quelli di cui godono ora?

Conosco tante persone per le quali il proprio cane e il proprio gatto, in modo naturale, fanno parte della
famiglia. L’amore e l’affetto, reciproco, che si forma in queste famiglie è qualcosa di straordinario. Ed è un
valore, individuale, familiare e anche di comunità. L’amore è sempre un valore per tutti. Io penso questo:
che il diritto più grande di ogni essere vivente, umano o animale, sia quello di vivere nell’ambiente migliore.
Realizzare città migliori significa garantire a tutti un ambiente migliore.

Non pensa che il gattile, di cui la città si deve dotare per legge, sia ormai una priorità improcrastinabile?

Assolutamente sì, a livello comunale e provinciale. Non si può più perdere tempo, così come individuare
una nuova struttura per i cani.

Cosa pensa di fare per aiutare, anche economicamente, chi decide di adottare un cane o un gatto ricoverati in canile oppure in un rifugio?

Credo che la cosa migliore, per chi fa il sindaco o l’amministratore comunale, sia quella di affidarsi per le
iniziative a chi ha assunto sul campo un’esperienza e una competenza  specifiche. In questo senso, Rimini
può contare su una rete eccezionale di persone e associazioni che curano professionalmente e con grande
passione i nostri animali, nella struttura comunale.  Da parte mia non ho remore nell’affermare che appoggerò qualunque progetto in grado di favorire il benessere degli animali e la loro adozione. Possiamo anche rendere 2.0 iniziative un po’ datate, ma efficaci che, ad esempio, negli anni Novanta portarono a garantire un contributo economico del Comune alle famiglie che adottavano un cane. In ogni caso credo che il nostro compito sia stare a sentire chi ha maggiore competenza e conoscenza sul campo.

Come immagina una città dove flora e fauna siano tra le priorità da tutelare? Forse serve lavorare sulle nuove generazioni per creare una nuova sensibilità?

Rimini è l’unica città italiana a essere finita nel vocabolario italiano per un termine, negativo, di sua
ispirazione: riminizzazione. Rimini però ha intrapreso una strada opposta, bloccando il consumo del
territorio, eliminando gli scarichi a mare, creando nuovi spazi culturali e piazze dove c’erano smog e
lamiere, raddoppiando le piste ciclabili e rendendo pedonale un lungomare che sino a 2 anni fa era da
sempre un’unica corsia stradale. Io credo che la nostra città abbia imboccato un sentiero verso un modo
più moderno e coraggioso di rapportarsi con l’ambiente e la natura, ancora più indispensabili nell’era della
prima pandemia mondiale di questo secolo. In tal senso, penso a flora e fauna come parti integranti del
nostro vivere quotidiano, piuttosto che unicorni bianchi da tutelare perché costantemente in pericolo. Se
realizzeremo, come penso e credo, tre nuovi parchi cittadini, se ridurremo con servizi diffusi la distanza tra
centro e forese, io credo che riusciremo ad essere la città che finalmente si potrà liberare da quell’epiteto
per diventare una città di stampo europeo per la sua ecologia di fondo. Certo, l’amore per gli animali e la loro cura deve essere irrorato ogni giorno da attività educative, entrando nelle scuole e accettando anche la sfida della comunicazione social. 

Detto ciò, mi permetto di aggiungere una valutazione mia. I ragazzi, anche i ragazzi che siamo stati noi un
tempo, hanno già un affetto sconfinato e naturale per i loro amici. Perché sentono, sanno che la vicinanza
con un cane o un gatto li renderà da adulti persone migliori. Faccio sempre l’esempio di Stefano Cerni, il
ragazzo di Rimini a cui è intitolato il nostro canile di San Salvatore. Perse la vita sulla strada per soccorrere
un cucciolo travolto da un’auto. Ammetto che ogni volta mi commuovo quando penso a questa storia. Un
eroe Stefano, un ragazzo di 17 anni che come tanti suoi coetanei- allora come adesso, anche se sono
passati quasi 3 decenni- amava quella creatura indifesa ma che ci dona ogni giorno quello di cui non
possiamo fare a meno: l’amore.

Domenico Chiericozzi

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