Solo nel 2021 sono entrati al CRAS di Rimini circa 3500 animali provenienti da tutto il territorio provinciale. Incidenti stradali, traumi vari, predazioni, malattie, le principali cause legate al recupero da parte di cittadini attenti e responsabili. L’intervista alla presidente Clara Corbelli di Atena Odv, responsabile del centro.


Un luogo sicuro per tutti quegli animali che hanno bisogno di aiuto. Si tratta del Cras (Centro Recupero Animali Selvatici), che è stato creato, a Corpolò, in provincia di Rimini, nel 2015, da un gruppo di volontari che hanno sempre avuto a cuore la fauna del territorio. Clara Corbelli è la responsabile di questo centro, che è gestito da due associazioni: Anpana Rimini (Associazione Nazionale Protezione Natura e Ambiente), e Atena Odv, della quale è presidente, nella foto di copertina con la civetta Berta.

Clara, perché è nato questo centro?

Dopo la chiusura di un Cras privato, la Provincia aveva individuato un’area comunale da assegnare ad una associazione per la gestione del soccorso della fauna. Anpana Rimini si è fatta carico dell’impegno di prendere in mano un lotto di 11mila mq abbandonati, con sopra uno stabile diroccato, e di realizzare tutte le strutture necessarie alla gestione degli animali. 

Quali attività portate avanti?

Anpana Rimini si occupa principalmente dei progetti di promozione dei temi ambientali nelle scuole, ad essa si è affiancata Atena Odv, fondata dai volontari più esperti del Cras, che gestisce di fatto il centro e svolge il servizio di recupero su strada degli animali incidentati. Il nostro direttore sanitario e veterinario, il dottor Danilo Lanci, visita gli animali, ma quelli che hanno bisogno di esami strumentali o di essere ricoverati, vengono portati a San Marino, perché noi non abbiamo a disposizione un ambulatorio.

Come riuscite a sostenere il Cras?

Una parte delle spese viene annualmente rimborsata dalla Regione, ma molte risorse arrivano da donazioni di cittadini e dei volontari stessi che hanno creduto nella necessità di tenere vivo un luogo, l’unico in provincia, che accolga la fauna selvatica in pericolo per curarla nel migliore dei modi.

Quante e quali specie, ogni anno, vengono affidate alle vostre cure?

La maggior parte è avifauna protetta e particolarmente protetta come rapaci notturni e diurni e rondoni, ma anche mammiferi come, ad esempio, ricci, istrici e caprioli. Dal 2015, anno in cui gli ingressi sono stati poche centinaia, c’è stata una crescita esponenziale delle specie, sicuramente un segno positivo del maggior interesse della popolazione per le sorti della fauna selvatica. Nel 2021 sono entrati circa 3500 animali provenienti da tutto il territorio provinciale. Alcuni esemplari arrivano dai comuni limitrofi e San Marino, con cui abbiamo sottoscritto, nel 2021, una convenzione.

Quali sono le principali cause degli ingressi degli animali al Cras? Perché ne arrivano così tanti?

Le cause sono molteplici, si va dagli incidenti stradali, traumi vari, predazioni, malattie, morte dei genitori. Comunque, ne arrivano molti perché fortunatamente le persone li soccorrono. Si tratta, come dicevo prima, di caprioli, istrici, tassi e anche avifauna. Infatti, moltissimi piccoli e medi vengono predati dai gatti. È importante, lo ripetiamo sempre, per cercare di salvaguardare alcune di queste specie non rompere i nidi delle rondini e dei balestrucci e chiudere i buchi dei nidi dei rondoni.

Quale l’obiettivo del Cras?

È quello di continuare ad essere il riferimento per la cura della fauna selvatica in maniera sempre più puntuale, precisa e capillare. E per fare questo abbiamo bisogno del maggior sostegno possibile da parte della pubblica amministrazione e dei cittadini, perché l’attenzione ai temi ambientali è in forte crescita e la fauna selvatica è un prezioso anello della biodiversità. Per cui, abbiamo sempre bisogno di forze fresche ed è per questo che siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari che ci vengano a dare una mano!

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Alcuni degli ospiti attualmente presenti al centro per le cure

Prima di soccorrere un animale ferito o in difficoltà è molto importante contattare il CRAS per evitare danni a volte irreparabili causati dalla poca esperienza . La scarsa conoscenza delle esigenze delle diverse specie possono infatti portare in breve tempo alla loro morte.

Ecco i riferimenti: 338 7204689 – cras.rimini@gmail.com

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