Ne abbiamo parlato con il Dott. Pietro Calò, Direttore Sanitario del Polo Neurologico Veterinario (0541-1611770 – info@poloneurologicoveterinario.com) con sede nella Repubblica di San Marino.

Dott. Calò, le patologie in grado di causare crisi epilettiche sono numerose. Sulla base della vostra pratica clinica, quali sono le più frequenti?

E’ importante per rispondere a questa domanda distinguere le specie con cui abbiamo più a che fare: il cane ed il gatto. La cause cambiano in modo importante. Nella mia pratica clinica, le cause più frequenti di crisi epilettiche nei cani includono l’epilessia idiopatica, le neoplasie cerebrali, e le meningiti/meningoencefaliti. L’epilessia idiopatica è particolarmente comune nei cani giovani e si caratterizza per l’assenza di una causa sottostante identificabile, per questo definita idiopatica, cioè sconosciuta. Nel gatto invece, le neoplasie cerebrali ed i problemi metabolici sono frequenti, ma capita anche in età avanzata non si rileva una causa, cosa più difficile nel cane, dove in tarda età è molto più probabile identificarla.

Come avviene una visita neurologica? Quanti controlli è bene fare nel corso dell’anno?

Una visita neurologica si basa su un esame neurologico dettagliato, in particolare nella raccolta dell’anamnesi recente e remota, spesso non considerata dal proprietario come influente, ma in realtà molto importante. Poi si passa all’osservazione del paziente ed ai vari test, che includono la valutazione dei riflessi, della forza muscolare, della coordinazione, e della sensibilità. In base alla condizione sospettata o diagnosticata definitivamente, i controlli neurologici possono variare da caso a caso. Per un cane con epilessia ben gestita, ad esempio, potremmo raccomandare controlli ogni 6-12 mesi, a meno che non si verifichino cambiamenti nel quadro clinico, purtroppo oggi sempre più frequente per forme di epilessia idiopatica sempre più resistenti ai farmaci.

Una volta giunti alla diagnosi, quali sono i protocolli terapeutici che si stanno dimostrando più efficaci per il paziente?

I protocolli terapeutici variano ampiamente in base alla diagnosi specifica e alla gravità della condizione. Per l’epilessia, ad esempio, l’uso di anticonvulsivanti come il fenobarbital e il levetiracetam hanno dimostrato nel tempo efficacia nel controllo delle crisi. Ci sono altri farmaci non di prima scelta che spesso vengono inseriti erroneamente come “alternative” immediate o con la promessa di avere meno effetti collaterali. Ma non è corretto affrontare l’epilessia in questo modo, e sottovalutarla può portare alla importante rottura di equilibri domestici e nel peggiore dei casi al decesso del paziente. È fondamentale un approccio personalizzato, che segua la bibliografia scientifica e che venga adeguato e cambiato come un “vestito su misura” per il paziente, monitorandolo attentamente per ottimizzare la terapia e minimizzare gli effetti collaterali. Risultati purtroppo non sempre raggiungibili come nel caso dei pazienti refrattari ai farmaci.

Che cosa si può fare in termini di prevenzione? Quanto è importante lo stile di vita del cane?

Sebbene non tutte le condizioni neurologiche possano essere prevenute, mantenere uno stile di vita sano è importante. Anche l’acquisto/adozione di un cane, va ponderato sulle razze maggiormente predisposte, dato che è certa la trasmissione genetica della forma ereditaria. Inoltre, sono importanti controlli periodici presso il proprio veterinario curante, che se ha partecipato a corsi di aggiornamento, può identificare e trattare precocemente eventuali problemi o sintomi che non sono ancora sfociati nella classica crisi epilettica per poi riferirlo ad un neurologo (passaggio importantissimo), ancor prima di effettuare le indagini (ad esempio una risonanza magnetica).

Si può arrivare ad una guarigione completa?

La possibilità di una guarigione completa varia in base alla causa sottostante delle crisi epilettiche. Per l’epilessia idiopatica l’obiettivo principale è il controllo delle crisi piuttosto che la guarigione completa, anche perché non è logicamente possibile visto che la causa è sconosciuta. In altri casi, con una diagnosi precoce e un trattamento adeguato, come ad esempio per le meningoencefaliti e le neoplasie intracraniche, molti cani e gatti possono mantenere una buona qualità di vita. In alcuni casi, se le crisi sono causate da condizioni reversibili, la guarigione completa può essere possibile.

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Di Domenico Chiericozzi

Giornalista e direttore Città a 4 Zampe

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